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13 gennaio 2016

I RISULTATI DELL’ATTIVITÀ DELL’ASLTO3 SOTTO LA LENTE DEL PROGRAMMA NAZIONALE ESITI DEL MINISTERO DELLA SALUTE

COME È OGGI LO STATO DI SALUTE NAZIONALE DEL NOSTRO SISTEMA SANITARIO?

Ministero della SaluteUn progressivo miglioramento della qualità delle cure, in particolare nell’area ortopedica e chirurgica, una riduzione in generale del numero dei ricoveri e degli interventi ad alto rischio di inappropriatezza per patologie come la broncopneumopatia cronica ostruttuva, il diabete, l’asma, la patologia tonsillare. Resistono, tuttavia, disomogeneità nell’efficacia e nell’appropriatezza delle cure tra le Regioni e tra le singole realtà ospedaliere. È quanto emerge dalla fotografia della sanità italiana nel Programma Nazionale Esiti (PNE) 2015, redatto da Age.Na.S (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) e presentato di recente a Roma presso il Ministero della Salute.

PNEIl programma Nazionale Esiti è un’attività istituzionale del Servizio Sanitario e fornisce valutazioni comparative a livello nazionale sull’efficacia, la sicurezza, l’efficienza e la qualità delle cure prodotte in sanità. Non ha finalità di produrre classifiche, graduatorie o giudizi, ma rappresenta un prezioso strumento operativo, a disposizione delle Regioni, delle Aziende e dei singoli operatori per il miglioramento della performance e per l’analisi dei profili critici.
Con questo obiettivo è possibile anche analizzare parte dell’attività sanitaria erogata dai servizi dell’ASLTO3 nell’anno 2014 secondo gli indicatori (di volume, esito, processo e di ospedalizzazione) utilizzati a livello ministeriale.
Dai dati del PNE riferiti all’ASLTO3 emerge una fotografia dell’offerta sanitaria complessivamente positiva, caratterizzata da importanti aree di specializzazione di estrema eccellenza in termini di produttività e di esito.

Nello specifico l’area dei servizi cardiologici costituisce, per l’Azienda, un valore di eccellenza a livello regionale superando di gran lunga la soglia minima ministeriale relativa ai volumi di attività di trattamento dell’Infarto Acuto del Miocardio (IMA), raggiungendo oltre 900 ricoveri totali (Rivoli-Pinerolo) per la suddetta patologia nell’anno 2014 e di oltre 950 ricoveri (Rivoli) per l’esecuzione di procedure di emodinamica a servizi cardiologicifronte di un valore minimo ministeriale pari a 250 procedure/anno e regionale di 378 procedure/anno. Tra gli indicatori di esito si evidenzia la percentuale di pazienti con Infarto trattati in emodinamica entro le 48 ore che ha toccato, nel servizio di cardiologia ASLTO3 (Rivoli), valori del 91% (a fronte di una media regionale del 35% e nazionale del 41.4%).
Anche la gestione dello scompenso cardiaco, patologia cronica di estrema importanza per complessità clinica ed impatto sociale, ha raggiunto risultati positivi con un tasso di mortalità, a 30 giorni, pari al 7.9% (Pinerolo) rispetto alla media regionale del 12.3%. Sempre nell’area internistica, vista a livello aziendale, le aree di degenza medica hanno prodotto numeri considerevoli per quanto riguarda la gestione della patologia cronica. Oltre 480 sono il volume dei ricoveri per patologia ischemica cerebrale (ictus) e 416 quelli per patologia bronchitica cronica nel 2014. Numeri che sottolineano l’intensa attività svolta dalle Strutture di Medicina e Neurologia presenti sul territorio aziendale per rispondere ad un bisogno di salute che ancora troppo spesso trova come unica strada percorribile quella dell’ospedalizzazione.                                                                                                            

servizi chirurgiciSe la cardiologica porta l’ASLTO3 ad occupare posti di primo piano nello scenario regionale, non è da meno l’area dei servizi chirurgici: oltre 1200 gli interventi effettuati nell’anno 2015 dalla Divisione di Chirurgia Generale di Rivoli, 93 gli interventi chirurgici complessi per le neoplasie del colon-retto con tasso di re-intervento che si riduce di 1.8% rispetto al 2012 e che portano la nostra azienda ad essere un punto di riferimento zonale per questa patologia oncologica. Nei dodici mesi di attività chirurgica è stata effettuata la prima colectomia totale e la prima splenectomia, entrambe completamente realizzate con tecnica laparoscopia, dimostrando una evidente propensione al miglioramento costante del profilo chirurgico in sintonia con le più recenti scoperte scientifiche.

Secondo i dati Age.Na.S la chirurgia con tecnica laparoscopica e quella a ciclo diurno mostrano però importanti margini di miglioramento: nonostante i volumi di ricovero (ordinario) per colecistectomia laparoscopica siano superiori alla media regionale (204 Rivoli; 171 Pinerolo; 99 Susa – Media Regionale: 138), la percentuale media di pazienti con degenza postoperatoria inferiore a 3 giorni (indicatore di esito) nei tre presidi ospedalieri si attesta solo al 44,5% valore di molto inferiore rispetto al minimo ministeriale del 70%. La stessa patologia chirurgica è stata, inoltre, gestita con un ricovero a ciclo diurno (in Day-Surgery) solo nel 5.4% dei casi trattati a Rivoli e nel 10.6% dei casi trattati a Pinerolo a fronte di un valore regionale del 26.6%.

Tra le condizioni patologiche a natura ortopedica più studiate per monitorare la produttività e la qualità dei servizi erogati c’è la traumatologia dei segmenti ossei, e più specificatamente quella localizzata in sede femorale. Sulla base degli indicatori (di volume e di esito) utilizzati dal PNE sono 562 gli interventi ortopedici realizzati in Azienda nell’anno 2014 per trattare la fratture del femore nel paziente adulto. Numeri importanti se confrontati con il valore medio regionale che si attesta a 131 interventi. La letteratura scientifica evidenzia però che l’esito di una frattura (femorale) è strettamente correlato al tempo intercorso tra l’evento traumatico e l’intervento risolutivo, tempistica che viene indicata dal Ministero della Salute con il limite di 48 ore. In ASLTO3 il 55.2% (valore medio aziendale) degli interventi per frattura di femore è stato eseguito entro le due giornate dall’evento, valore medio che si avvicina fortemente allo standard minimo del 60% e con forte variabilità interospedaliera (Pinerolo 61.7%; Rivoli 56.2%; Susa 47.6%), ma che richiede necessariamente un incremento essenziale alla piena valorizzazione dell’attività finora svolta.

ostetrico-ginecologica Da ultimo, per l’area ostetrico-ginecologica sono ben 2.344 i parti eseguiti nei punti nascita aziendali nell’anno 2014. Di questi solo il 19% (valore medio aziendale) è stato eseguito secondo la modalità del taglio cesareo, rispettando di fatto lo standard proposto.
Il regolamento del Ministero della Salute ha infatti fissato al 25% la quota massima di cesarei primari per le maternità con più di 1000 parti e al 15% per le maternità con meno di 1000 parti. Indicazione sostenuta dal fatto che il parto cesareo rispetto al parto vaginale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino e dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche.

Dr. Flavio BorasoUna fotografia dell’offerta sanitaria caratterizzata da importanti aree di specializzazione di estrema eccellenza in termini di produttività e di esito“ sottolinea il Dr. Flavio Boraso – Direttore Generale dell’ASL TO3 “ un punto di partenza alquanto positivo, ma meritevole di un continuo e necessario miglioramento per fornire una risposta ampia e qualificata ai bisogni reali che coinvolgono un numero elevato di pazienti; il miglioramento sarà possibile solo se accanto a processi di riorganizzazione interna, come delineati nell’Atto Aziendale, prevarrà un forte spirito di appartenenza a questa Azienda in grado di far emergere le numerose potenzialità di ogni singola area sanitaria. A tutti noi l’augurio di poter rendere l’ASLTO3 sempre più protagonista nel panorama della sanità piemontese a favore dei nostri assistiti."

 

 

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