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28 settembre 2016

VIGILANZA SULLE STRUTTURE SANITARIE PRIVATE E SUI PRESIDI ASSISTENZIALI: DAL 1° OTTOBRE SI CAMBIA; IN MEGLIO

Vigilanza non più solo improntata al rispetto dei requisiti di sicurezza o di igiene ma sempre più al rispetto del paziente: la nuova organizzazione si estende agli obiettivi assistenziali, ai percorsi di cura ed alla tutela del paziente - per la prima volta coinvolgerà (responsabilizzandole) diverse professionalità cliniche nonché i rappresentanti dei cittadini ( tribunale diritti malato- cittadinanza attiva) e delle professioni sanitarie (collegio infermieri)

Va bene vigilare sull’igiene, sulle autorizzazioni, sui requisiti impiantistici e di sicurezza o sulla presenza di turni di lavoro completi, ma dal 1° ottobre le parole "verifica ispettiva" da parte degli organi di vigilanza dell’ASL TO3 sulle strutture sanitarie private e residenze assistenziali avranno un significato del tutto diverso. Questo perché gli obiettivi di mero rispetto delle norme verranno integrate anche da obiettivi di rispetto del paziente. Accanto all’ispezione sul rispetto delle normative tecnico- organizzative si apre un nuovo capitolo, quella presa in considerazione orientata sempre di più ai pazienti con i loro percorsi assistenziali, le modalità di gestione e di presa in carico, la continuità di cura fra i ricoveri e la residenzialità, il rispetto di valori improntati all’etica, all’umanità dell’assistenza.

Inoltre d’ora in poi la vigilanza non sarà più solo una questione dei servizi di vigilanza ma vengono coinvolti e responsabilizzati tutti i servizi che nell’ASL si occupino di assistenza ospedaliera, territoriale, di prevenzione e salute mentale. In gergo si potrebbe dire che la vigilanza passa dalla mera attività "ispettiva" alla "governance della tutela" a vantaggio dei pazienti , un nuovo modello organizzativo che costituisce una crescita culturale e che si traduce in una diversa filosofia di intervento. Un sistema che progressivamente verrà condiviso anche con le stesse istituzioni oggetto di vigilanza perché l’efficacia dell’intervento può decisamente migliorare grazie anche alla collaborazione con i soggetti vigilati.

Per i sistemi di vigilanza costituisce quindi una piccola rivoluzione, non contenuta in nessuna norma specifica anche se auspicata da tempo dall’Assessorato Regionale alla Sanità, frutto della sensibilità verso la situazione in cui si trovano migliaia di pazienti fragili (anziani, minori, disabili ecc.) inseriti nelle oltre 400 istituzioni sottoposte alla vigilanza dell’ASLTO3: dalle residenze assistenziali, ai centri diurni, dagli centri medici accreditati ai presidi assistenziali.

Le regole del sistema vengono riscritte in una delibera appena approvata, frutto di un progetto predisposto e condiviso con le figure professionali coinvolte; una delibera che fissa gli obiettivi, e fornisce gli strumenti necessari, come l’ istituzione di un Consiglio di Tutela e di vigilanza un organo di gestione delle attività di vigilanza snello ed operativo nel quale sono coinvolti i Responsabili delle funzioni ospedaliere, distrettuali, di prevenzione, di salute mentale, degli organismi di gestione socio-assistenziali e del sistema di qualità aziendale; un organismo che pianificherà gli interventi di vigilanza secondo i nuovi indirizzi forniti direttamente dalla Direzione aziendale.

Il Consiglio di tutela e di vigilanza è stato affidato alla responsabilità di un Dirigente Medico Igienista il Dr. Nicola De Ruggiero.

Altra novità, presente per la prima volta nel sistemi di vigilanza piemontesi, il coinvolgimento nel consiglio della vigilanza di funzioni esterne che si occupano di tutela dei pazienti ovvero il Tribunale dei diritti del malato/Cittadinanza attiva ed i rappresentanti delle professioni sanitarie (Collegio Infermieri – IPASVI). Queste stesse componenti "esterne" potranno garantire il loro contributo in fase di progettazione del nuovo sistema di garanzia, come pure partecipare direttamente alle attività di vigilanza. Un grande passo avanti per mettere in trasparenza il sistema.

E di esempi pratici ce ne sarebbero molti; il sistema che dimette il paziente destinato ad una struttura non lo dimentica appena fuori dell’uscita ma continua a seguirlo attraverso l’interazione fra i servizi clinici, la commissione di vigilanza, i servizi distrettuali e se il protocollo di cura non è ritenuto idoneo verrà modificato, idem per un paziente con problemi di depressione inviato direttamente in struttura da un medico di famiglia , in tal caso i servizi di salute mentale potranno intervenire attraverso il feed back ricevuto dalla commissione, incontrarlo e verificare i protocolli di cura ecc.

"Questo progetto rappresenta un’evoluzione dei sistemi di ispezione, finora improntati al mero rispetto delle norme e dei requisiti di legge; l’obiettivo è quello di far diventare l’attività di vigilanza un’occasione aggiuntiva di tutela del paziente" sottolinea il Dr. Flavio Boraso, Direttore Generale dell’ASL TO3. "Anche in questo caso è determinante costruire un sistema integrato di sinergie e di collaborazioni fra responsabili dei servizi clinici, vigilanza, funzioni di tutela a tutto vantaggio del paziente; occorre superare il frazionamento di competenze costruendo percorsi integrati di presa in carico più efficaci, trasformando la mera funzione ispettiva anche in un’occasione di tutela".

 

 

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