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home › News › Meningite: il Ministero della Salute conferma che non si tratta di epidemia.

5 gennaio 2017

MENINGITE: IL MINISTERO DELLA SALUTE CONFERMA CHE NON SI TRATTA DI EPIDEMIA. SITUAZIONE NELLA NORMA ANCHE NELL'ASL TO3

Riportiamo una sintesi del documento pubblicato ieri dal Ministero della Salute sull'organo di informazione Quotidiano sanità, nel quale il Ministero fa il punto sulla situazione, specificando che al momento non esiste alcun “allarme epidemia” e quanto accaduto rientra nella norma. Infatti nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015.

Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia. Il Ministero sta operando per garantire il consolidamento della copertura vaccinale, a supporto delle Regioni, anche con studi e ricerche che possano chiarire i meccanismi di trasmissione e di virulenza dei germi.

Il termine ‘meningite’ si riferisce a una condizione clinica di gravità variabile, che può essere determinata da germi assai vari che colpiscono in maniera episodica, difficilmente prevedibile, attraverso contatti/portatori sani, la cui identificazione è importantissima per sviluppare azioni di contenimento della diffusione dei germi stessi.

Possono causare la meningite batteri come il meningococco (di vari ceppi, come il tipo B e il tipo C, molto aggressivo, di recente e alta visibilità nelle cronache a causa della sua concentrazione in Regione Toscana e della sua letalità, oppure altri tipi come A, Y, W135), lo pneumococco (l’agente della polmonite invasiva), l’emofilo influenzale, ma anche il bacillo della tubercolosi, così come stafilococchi, streptococchi e batteri coliformi (batteri comuni, ma con aggressività variabile, spesso secondo le condizioni di salute della persona colpita), che però non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva.

Il numero totale dei casi di meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, pertanto con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato. Per esempio, si sono verificati 940 casi di meningite da pneumococco nel 2016 (rispetto ai 1256 casi del 2015) e 80 da emofilo (rispetto ai 131 del 2015): come si vede una tendenza in diminuzione. E’ anche da dire che la letalità della meningite è di circa il 10%nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12% nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti).

Il Ministero chiarisce che non intende certamente minimizzare la gravità della patologia, ma semplicemente riportare la questione entro i parametri della documentazione oggettiva, precisando altresì che la prevenzione è rappresentata dai presidi utilizzati per la vaccinazione, che sono disponibili per le classi di età a rischio e per le persone che presentano rischi particolari di contrarre una malattia invasiva grave e che saranno in distribuzione gratuita secondo le previsioni del nuovo Piano nazionale, in quanto inseriti nei Livelli Essenziali d’Assistenza che il Sistema Sanitario Nazionale eroga.

Il Ministero assicura che in Italia viene garantita sempre e comunque un’assistenza e una terapia di primissimo ordine ai pazienti che vengano ricoverati per meningite. Viene raccomandata sempre e comunque la vaccinazione ed al riguardo è in corso di pubblicazione la nuova scheda vaccinale ; da parte sua , l’opinione pubblica deve poter comprendere con precisione quali siano i rischi e quali siano i comportamenti da tenere, escludendo ogni ingiustificato allarmismo.

Per quanto riguarda il meningococco di tipo C, il più letale, le cifre ministeriali dicono che ha causato 36 decessi negli ultimi quattro anni, in una popolazione a livello nazionale di quasi 65 milioni di persone. Considerando tutti i ceppi di meningococco che danno la meningite, non si supera il 10% della letalità, anche in questo caso con 711 casi nel quadriennio (178 nel 2016) e 77 decessi registrati complessivamente (17 nel 2016). Se consideriamo l’intero quadriennio analizzato (dal 2013 al 2016), abbiamo 629 decessi per meningite da qualsiasi causa, a fronte di 6786 pazienti diagnosticati. Per dare un’idea comparativa, i decessi da incidente stradale nel nostro Paese sono stati 3419 solo nell’anno 2015.

NELLA NORMA LA SITUAZIONE ANCHE NELL’ASL TO3

Nell'ambito della Regione Piemonte, l'Assessorato alla Sanità nel 2016 ha segnalato la bassa incidenza dei casi di meningite batterica, con un trend in diminuzione rispetto agli anni precedenti.

In particolare, nell'ASL TO3 i casi di meningite batterica sono stati 12, di cui solo 2 di origine meningococcica (negli altri casi si è trattato di meningite pneumococcica).

Si ribadisce, quindi, che non sussiste alcun motivo di preoccupazione e che lo stesso Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte non consiglia la vaccinazione antimeningococcica a tutta la popolazione adulta.

Si ricorda che dal 2010 il vaccino antimeningococcico di tipo C è offerto gratuitamente a tutti i bambini dopo il dodicesimo mese (unitamente al vaccino antimorbillo-rosolia-parotite) e ai sedicenni con l'ultimo richiamo su invito della vaccinazione antitetanica-difterica-pertossica, con una adesione intorno al 90%.

La vaccinazioni per i soggetti sotto i 18 anni è comunque gratuita e può essere richiesta presso gli ambulatori vaccinali pediatrici/adolescenti del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica presenti sul territorio dell'ASL TO3, mentre gli adulti possono rivolgersi agli ambulatori vaccinali adulti del medesimo servizio: in questo caso la vaccinazione è somministrata in regime di co-payment (costo del vaccino a prezzo ASL a carico dell’assistito).

Si ricorda che le modalità di prenotazione per effettuare la vaccinazione sono riportate sul sito dell'ASL TO3, nella sezione destra indicata con "VACCINAZIONI"
http://www.aslto3.piemonte.it/cosafare/vaccinazioni.shtml

 

 

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