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14 settembre 2017

PRIMI FRUTTI DELLA COLLABORAZIONE TRA ASLTO3 E POLITECNICO DI TORINO: PER VALUTARE LE ULCERE CUTANEE ORA BASTA UN TABLET

IL DISPOSITIVO WOUND VIEWER DELLA SPIN-OFF DEL POLITECNICO OMNIADERMAL SPERIMENTATO DALLA RETE VULNOLOGICA ASLTO3

Le ulcere cutanee croniche rappresentano una delle patologie più diffuse nei paesi occidentali. Si tratta di lesioni che non guariscono e colpiscono soprattutto la popolazione anziana rappresentano una rilevante questione di salute pubblica e un importante problema di assistenza sanitaria con relativo ingente impegno di gestione in termini di risorse umane, materiali e tecnologiche.

Nel 2014, dai risultati raggiunti da gruppi di lavoro dell’ASL TO3, è iniziato un percorso di formazione volto a uniformare i comportamenti degli operatori, in particolare medici e infermieri, nel trattamento di questi pazienti. Oggi, a distanza di tre anni, la ASL ha a disposizione un gruppo di professionisti formati (84 Operatori), che si è costituito come rete operativa sul tema delle ulcere cutanee croniche (rete vulnologica) e che sviluppa la propria attività tra i diversi presidi ospedalieri dell’azienda e i diversi servizi territoriali.

L’integrazione Territorio – Ospedale prevista nella riorganizzazione, vede la messa in rete di ambulatori ospedalieri e territoriali di riferimento, con personale esperto nella cura delle lesioni cutanee con i servizi di assistenza territoriale costituita da infermieri esperti, medici di Medicina generale e medici specialisti ambulatoriali dei Distretti e delle Case della Salute, esperti in Wound Care, che gestiranno i pazienti sul territorio, nell’ambito di un percorso di continuità assistenziale.

La convenzione tra la ASL TO3 e il Politecnico di Torino ha consentito di far nascere una importante collaborazione tra la rete degli operatori sanitari della rete vulnologica e una start up di giovani ingegneri del Politecnico che ha sviluppato un’innovativa tecnologia per la valutazione delle ulcere cutanee croniche.

Lo strumento, che richiede l’impiego di un semplice tablet, e che è stato denominato Wound Viewer, è un dispositivo medico di classe 1 in grado di acquisire e processare automaticamente in pochi minuti le immagini delle ferite ulcere cutanee attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale (AI) che fornisce al personale sanitario i parametri fondamentali delle lesioni e organizza le informazioni in cartelle cliniche digitali. Il device può quindi essere uno strumento a supporto delle decisioni degli operatori sanitari, consentendo loro di migliorare la produttività, riducendo il tempo di misurazione di oltre 10 minuti a visita, e di identificare sin da subito la migliore terapia per il paziente, riducendo di oltre il 30% il rischio di complicazioni cliniche (tra le più diffuse, l’amputazione degli arti).

Le immagini acquisite attraverso il tablet potranno essere visualizzate a distanza da altri operatori autorizzati e con competenze specialistiche nella valutazione della lesione e consentire pertanto una consultazione in remoto dei dati sanitari rilevati dallo strumento.

Questa nuova tecnologia specificamente progettata per valutare l’evoluzione, anche minima, della lesione, aiuterà i professionisti dal momento dell’inquadramento diagnostico fino alla definizione di un appropriato programma terapeutico.

Wound Viewer è uno dei risultati di ricerca dal Politecnico di Torino che sono diventati Spin-Off dell’Ateneo, grazie al supporto delle strutture dedicate alle attività di trasferimento tecnologico: Omnidermal è una start up fondata dai ricercatori Jacopo Secco e Marco Farina, in collaborazione con il Dottor Elia Ricci, medico specializzato nel trattamento e nelle cure delle ulcere cutanee,

La Rete Vulnologica ASLTO3, in fase di formalizzazione, è costituita da medici e infermieri impegnati a trattare le lesioni cutanee croniche” sottolinea il Dr. Flavio Boraso Direttore Generale dell’ASL TO3. “ e rappresenta sia una valorizzazione delle competenze dei professionisti (infermieri in possesso di master in vulnologia), fortemente voluta da questa Direzione e dal nuovo Dipartimento delle professioni sanitarie, sia un oggettivo miglioramento organizzativo nella presa in carico di questo importante problema di salute che troverà nella tecnologia messa a disposizione dalla giovane azienda nata dal Politecnico un valido supporto al miglioramento della qualità delle cure

L’ambito bioingegneristico – biomedico legato a temi medici sta acquisendo grandissima importanza come campo di convergenza e di applicazione di numerosi ambiti di e ricerca tecnologica del Politecnico, anche in risposta a bisogni sociali fondamentali, come la realizzazione di cure più efficaci, la progettazione di supporti funzionali e la creazione di nuovi servizi capaci di coniugare efficienza e maggiore qualità. La capacità di valorizzare questi risultati, che vede come fondamentale la collaborazione con il mondo medico, rappresenta un passo ulteriore per mettere a sistema le competenze su queste tematiche, in un contesto sempre più multidisciplinare e di supporto alla crescita del territorio, riuscendo anche a supportare la nascita di nuove imprese” commenta il Vicerettore per il Trasferimento Tecnologico del Politecnico Emilio Paolucci.


 

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