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5 aprile 2018

OSPEDALIZZAZIONE A DOMICILIO E RIDUZIONE DELLE GIORNATE DI DEGENZA PER ALCUNE PATOLOGIE CHIRURGICHE

Prosegue la proficua collaborazione tra ASLTO3 e Politecnico di Torino finalizzata al miglioramento della qualità delle cure rivolte ai cittadini del nostro territorio e dei nostri ospedali.
L’obiettivo del progetto che sta per essere avviato nell’ambito del Dipartimento di Chirurgia aziendale ( parte dell’equipe nella foto)  riguarda infatti la possibilità di ridurre le giornate di degenza per alcune patologie che sono trattate attraverso tecniche chirurgiche poco invasive con importanti vantaggi innanzitutto per i pazienti e in secondo luogo anche per l’organizzazione ospedaliera.
La collaborazione con i team di ricerca del Politecnico e il conseguente sviluppo di dispositivi tecnologici che potranno essere messi a punto dai loro laboratori, consentirà ai nostri clinici di disporre di strumenti di misurazione, monitoraggio e controllo sullo stato di salute del paziente a distanza al fine di consentire da remoto interventi di consulenza, di aggiustamento di terapie e, in caso di emergenza, di intervenire direttamente e tempestivamente a casa del paziente.

Gli obiettivi di questo progetto sono tutti orientati a sostenere e potenziare i diversi benefici derivanti da una precoce ospedalizzazione a domicilio, che sono:
per il Paziente: una minore degenza ospedaliera, con riduzione del rischio di infezioni ospedaliere; maggior  benessere psicofisico caratterizzato da una  migliore  risposta alla malattia e ripresa precoce delle proprie attività al domicilio.
per l'Ospedale: una ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse  umane ed economiche; l'utilizzo adeguato, poi,  di nuove tecnologie, sia in campo chirurgico sia assistenziale, consenetendo quindi di restringere il perimetro dell’assistenza ospedaliera alla gestione della sola fase acuta della malattia con invio precoce del paziente alla propria abitazione,pur in condizione protetta..

Tale progetto si basa infatti sull'esperienza positiva maturata presso l’Ospedale di Rivoli che, in questi ultimi anni, in alcune decine di pazienti selezionati,  ha eseguito l'intervento di prostatectomia radicale per neoplasia prostatica in Day Surgery con  pernottamento di un solo giorno.
Questa esperienza è il risultato di una sinergia tra diverse competenze:

  • l'impiego di una chirurgia  più moderna che , grazie all'utilizzo di tecnologie innovative,   rende l'intervento sempre meno invasivo e più efficace
  • lo sviluppo, in collaborazione con il Servizio di Anestesia,  di una terapia adeguata per il controllo del dolore post-operatorio al domicilio
  • la collaborazione integrata tra gli  infermieri dell'Ospedale e del Territorio, in uno scambio reciproco di informazioni, finalizzato al miglioramento dell'aspetto assistenziale al domicilio del paziente.

Nelle prossime settimane è previsto un secondo incontro presso la sede del Politencico di Torino che vedrà riuniti intorno ad un medesimo tavolo di lavoro medici chirurghi dell’ASLTO 3 e ingegneri e bio-ingegneri del Politecnico impegnati a definire insieme i prossimi passaggi di questa sperimentazione clinico-organizzativa ovvero di individuare da una parte le necessità clinico assistenziali e dall’altra le possibili soluzioni tecnologiche (device indossabili, sistemi e strumenti di monitoraggio in remoto del paziente, ect.) utili a garantire in maniera adeguata e in tutta sicurezza l’assitenza al domicilio del paziente.

Quindi, a breve, oltre  ai pazienti sottoposti a prostatectomia radicale, anche  pazienti operati per  neoplasia del colon o per patologia neoplastica delle cavità nasali, potranno essere dimessi precocemente con i vantaggi di cui si diceva prima sia per il paziente e sia per l’ospedale.
Questa sembra essere la strada che deve intraprendere una Sanità moderna: miglior utilizzo e valorizzazione delle risorse umane, scambio di competenze, apertura a collaborazioni eccellenti, come quella con il Politecnico di Torino, che consentano di adeguare alla modernità i percorsi di cura.

 “Questo progetto costituisce un ulteriore tassello nella messa a punto di modelli assistenziali che trovano nella tecnologia un importante supporto operativo– spiega il Direttore Generale Dr. Flavio Borasoe rappresenta in maniera appropriata quello che dovrebbe essere un virtuoso rapporto tra lo sviluppo dei sistemi di cura e mondo della ricerca scientifica. Senza questa sinergia il rischio per il sistema sanitario è di perdere opportunità di miglioramento e di reale innovazione, mentre per il sistema della ricerca scientifica il rischio è quello di restare chiusa negli ambiti dello studio accademico senza un reale rapporto con i bisogni a cui potrebbe dare una risposta.

 

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