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20 novembre 2019

GESTIONE DEL DOLORE DURANTE IL PARTO

ALL’ASLTO3 IL PROTOSSIDO D’AZOTO E NUOVE TECNICHE DI COMUNICAZIONE IPNOTICA

Da lunedì prossimo 25 novembre, presso ospedali di Rivoli e Pinerolo, sarà possibile per le future mamme che lo desiderano avere grandi vantaggi dal punto di vista del dolore da parto grazie all’utilizzo del protossido d’azoto.
L’iniziativa, coordinata dal Dipartimento Materno Infantile ASLTO3 diretto dal Dott. Marco Rolando, vede coinvolte entrambe le strutture di Ostetricia e Ginecologia, quella di Rivoli, sotto la direzione del Dott. Gabriele Molina, e quella di Pinerolo, diretta dal Dott. Andrea Ciancio.
L’utilizzo del protossido d’azoto rappresenta una metodica non invasiva e un importante alleato per la gestione del dolore in travaglio, riducendone l’intensità senza interferire con la dimensione naturale dell’evento nascita. La donna applica su naso e bocca una mascherina, regola il fluire del gas e tiene sotto controllo il proprio livello del dolore, gestendo in modo autonomo e mirato il ricorso all’inalazione e assecondando le proprie sensazioni. Nel contempo, rimane sempre sveglia e vigile, può assumere le posizioni che preferisce, partecipare attivamente a tutte le fasi del travaglio e dunque vivere l’esperienza del parto sperimentandone tutte le componenti.
La metodica non ha effetti sulla naturale progressione del travaglio e del parto, non aumenta il ricorso al taglio cesareo né al parto operativo, è sicura per la mamma e per il bambino e non richiede accertamenti particolari preliminari. La donna può chiedere di usufruire di questo servizio direttamente in sala parto, dopo aver sottoscritto un consenso informato. Le uniche eventuali controindicazioni all’utilizzo del gas sono legate a patologie particolari e decisamente rare delle quali può essere affetta la neo mamma: enfisema polmonare, embolia, by-pass cardio-polmonari, grave dilatazione del tratto gastro-intestinale.

Il protossido d’azoto può dunque essere considerato a tutti gli effetti un’alternativa sicura e non invasiva all’epidurale, in quanto allevia il dolore mantenendo la possibilità di un parto naturale e non medicalizzato.
Una seconda novità, introdotta in via sperimentale, sempre rivolta alle future mamme, si pone l’obiettivo di ridurre l'intensità dell'ansia e del dolore percepito durante il travaglio e il parto. Si tratta della comunicazione ipnotica, una tecnica che utilizza l'applicazione consapevole del linguaggio e dei meccanismi neurolinguistici per indurre uno stato mentale naturale, diverso dagli stati di veglia e di sonno, che offre la possibilità di sviluppare le capacità di autoapprendimento e autodeterminazione, con un conseguente effetto antidolorifico o anti nocicettivo tale da ridurre il dolore, come alcuni studi stanno dimostrando, almeno del 50%.

Alcune ostetriche sono già state formate in comunicazione ipnotica e hanno cominciato ad utilizzare la tecnica, che al momento del ricovero la partoriente può richiedere. La comunicazione ipnotica è applicata previa verifica della possibilità di erogare un’assistenza “one to one” e della presenza in reparto del personale specificamente preparato. L’ostetrica provvederà in seguito a somministrare alla donna che ha utilizzato la comunicazione ipnotica un breve questionario, volto a misurarne l'efficacia nella riduzione del dolore e dell'ansia. I risultati, a conclusione della fase sperimentale prevista entro il prossimo mese di dicembre, permetteranno all’azienda di valutare se estendere la formazione a tutto il personale ostetrico e infermieristico che opera nei reparti di Ostetricia e Ginecologia, sia a Pinerolo sia a Rivoli, offrendo a tutte le donne questa possibilità.

“Il protossido d’azoto – sottolinea il Direttore Generale ASLTO3 Flavio Boraso – fornisce un ulteriore strumento per la gestione del dolore in travaglio, mantenendo al tempo stesso la possibilità di vivere pienamente ed in libertà l’esperienza di diventare madre. La comunicazione ipnotica rappresenta invece per noi una sperimentazione, sulla quale chiediamo direttamente alle donne di esprimersi, rispondendo ad alcune semplici domande, sulla base delle quali valuteremo se proseguire o meno l’attività.
Si tratta di due iniziative con caratteristiche molto differenti fra di loro, ma entrambe volte a supportare al meglio la donna durante l’evento nascita e che dimostrano come l’ASLTO3, grazie anche alla disponibilità del personale coinvolto, sia attenta alla salute e al benessere femminile, in questo caso ampliando l’offerta degli approcci all’evento parto.”

 

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